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Collezioni —Donna / Alta Moda

Primavera / Estate — 1987

Cartella Stampa

Un soffio di nuovo, una brezza fresca e pulita, una traccia leggera di fiori, forse ricordi forse promesse. Un sentimento: la discrezione. Un comportamento: la quiete vibrante dei gesti e dei movimenti, delle parole. La padronanza interiore che viene dalle buone abitudini lungamente praticate. Un vestire sorprendente, che ha lo slancio del futuro e la conoscenza del passato: le cappe si dilatano, le sete si gonfiano, le pieghe sprizzano, ricordando Boucher e le sue incantate eleganze. I volumi richiamano la solennità della tradizione, ma posseggono una impensabile levità, ottenuta con la sapienza del taglio e l’esaltazione del tessuto, shantung e gazar doppiati, ottoman e picchè. Un fremito di georgette: la gonna lunga e diritta si apre su un’altra gonna pieghettata, che dà al passo un ritmo di danza. Una predilezione: il blu, che il rigore dell’alta moda contrappone al bianco del picchè. Un’emozione: il rosa intenso delle azalee. Un’illusione: coriandoli di colori che sembrano scomposti da un vortice di vento (e due stampati, l’uno sovrapposto all’altro, aumentano questo effetto di toni che si sfaldano. Omaggio al divisionismo?). Un’eccentricità spontanea di segnali contrapposti: il colletto all’impiedi, sfuggente come quello di una camicia da uomo, e le rose ottocento di picchè, che arrivano a coprire un’intera giacca di organza a pois bianchi e neri. I bottoni fitti, patinati d’argento, e le cinture che lusingano il punto vita. Un dinamismo delle forme, percorse da una folata improvvisa: la gonna si incolla dietro e ondeggia davanti, grazie all’astuzia calcolata dei pannelli a godet. Un disegno sinuoso del corpo, che sboccia dagli abiti-bustier, dalle gonne elementari. O da eccitanti giacche scolpite e scollate. Nella più pura tradizione Ferré.